Nato a Fife, in Scozia, nel 1951, Jack Vettriano ha assunto, dopo averlo leggermente variato, il cognome della madre, Vettraino. Dopo aver abbandonato la scuola a 15 anni per diventare assistente minerario, la svolta, nella sua vita, giunge al suo ventunesimo compleanno, quando una ragazza gli dona una scatola di colori ad acquerello e inizia a dipingere come autodidatta durante il suo tempo libero. Da quel momento inizia a copiare incessantemente gli antichi maestri, i dipinti impressionisti, le opere dei surrealisti e degli artisti scozzesi. Realizza le sue prime tele e le firma con il nome di famiglia, Hoggan. Prima di trasferirsi da Kirkcaldy a Edimburgo, cessa di utilizzare questo pseudonimo, passando all’utilizzo del cognome da nubile della madre.
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Il ritmo di Jack Vettriano è un ritmo jazz, imprevedibile come può esserlo solo la stessa esistenza; è un elogio del vivere armonico e sincopato, imbevuto di luci e ombre, realismo e immaginazione. Le immagini sembrano scorrere come fotogrammi di celebri film, in cui l'amore deve essere vissuto con la stessa intensità che implica la devozione al desiderio o al crimine, a regole o impulsi incontrastabili ai quali è impossibile sottrarsi. Le figure, intrise di raffinato erotismo, abitano la quotidianità obbedendo a un insieme armonico di solitudine, attese, tensioni, generando un sogno senza tempo. Nonostante adotti un realismo di matrice fotografica, Jack Vettriano decontestualizza i suoi soggetti, collocandoli in un altrove temporale che delinea una situazione ideale, in cui un desiderio agognato possa avere luogo. L'immaginario pubblicitario delle affiches, la visione cinematografica e la conoscenza della storia dell'arte hanno orientato nel tempo l'artista verso uno stile…
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Il mare è di tutti. Appartiene a chiunque percorra la battigia, accoglie qualunque sentimento, lascia che le orme trovino posto lungo il suo litorale, consapevole della natura effimera di qualsiasi passaggio. Nelle opere di Vettriano la spiaggia sembra assumere la valenza degli orologi molli nella Persistenza della Memoria di Salvador Dalì, finendo a rappresentare la relatività del tempo, una condizione variabile e incontrollabile, che muta in base al ritmo dell'esperienza dell'uomo, delle sue sensazioni, delle sue emozioni e dei suoi sentimenti. Il tempo scorre, ignaro delle vicende umane che lo permeano e gli conferiscono senso, ospitandone tuttavia i protagonisti che di volta in volta si avvicendano sulle sue rive. È un incedere incessante, la vita, in cui qualcuno appare smarrirsi, come in “The missing man”, mentre altri, come i protagonisti di “The picnic party” vengono sorpresi dal vento. La luce avvolge e custodisce un tempo senza tempo, crea un'atmosfera di…
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Tutta l'arte di Vettriano celebra la bellezza femminile, la capacità di sedurre intesa secondo l'accezione originaria, se-ducere: quell'attrarre, condurre a sé, che da sempre è motore di ispirazione per la letteratura e per l'arte. La fascinazione delle donne di Vettriano le rende interpreti di un mistero senza soluzione che da secoli l'uomo tenta invano di afferrare, allontanandosi dal proprio sé, rapito da un incanto a cui risulta incapace di sottrarsi. Per l'artista, la donna è una figura da adorare, al pari di un'Afrodite contemporanea che indossi i propri abiti come vesti rituali, è parte integrante di un gioco di cui regge le fila mutando abilmente il proprio aspetto, relegando l'uomo ai ruoli si spettatore o comparsa. L'eleganza e la raffinatezza si compenetrano con la sensualità: le donne sono spesso sole, colte in un attimo di vulnerabile intimità. Sono i dettagli a suggerire la narrazione: orecchini di perla, rossetti accesi, vestiti attillati, tacchi vertiginosi…
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Osservare le opere di Jack Vettriano fornisce una prospettiva sul percorso di vita e sulla poetica artistica di un pittore il cui lavoro, per sua stessa ammissione, risulta quasi interamente autobiografico. Onirica, sensuale, romantica, contraddittoria, la pittura di Vettriano attraversa la dimensione simbolica del chiaroscuro che riverbera in molte delle sue opere, facendosi metafora di un'esperienza personale in bilico tra ombra e luce. L'arte diviene per Vettriano occasione di introspezione e confronto con condizioni opposte, parti inconciliabili, conflittuali eppure necessarie, inevitabili. La musica a cui sembra rispondere questo sentimento è senza dubbio il jazz: per questo motivo i titoli delle sezioni di questa mostra si ispirano al genere musicale che Jack Vettriano ascolta durante la creazione delle sue opere, tanto da accompagnarne il naturale fluire. L'artista è rapido nel dipingere, ha chiara la coscienza del tempo, è sincero, immediato, realistico. Integrare le parti…
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Tra i temi cari a Vettriano compare quello che certamente ha contribuito a rendere l'artista uno tra i più amati dal pubblico: la danza. Se The singing butler resta la sua opera più iconica, sono tuttavia molte le opere in cui il ballo risulta protagonista, assumendo una dimensione intima e poetica veicolata attraverso l'estetica affidata alla gestualità. Il volto dei ballerini appare rivestire un ruolo secondario ai fini dell'espressività: l'intera narrazione è consegnata al linguaggio del corpo, capace di veicolare, di tela in tela, un'infinita gamma di emozioni. Pensieri, idee, desideri, si fanno strada attraverso le posture dei danzatori, colti dall'artista in istanti che sembrano appartenere a una dimensione estranea al tempo, che risulti familiare soltanto a chi sappia muoversi con decisione e grazia al suo interno. Anche gli sfondi, spesso indefiniti, sembrano voler contribuire all'isolamento romantico dei soggetti, resi con perizia stilistica. È in particolare la donna ad…
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Vettriano si avventura tra le pieghe dell'animo umano attraverso una pittura dal tratto sinuoso, capace di evocare le atmosfere cinematografiche di Hollywood unitamente ai sentimenti introspettivi e riflessivi di Edward Hopper, lasciandosi alle spalle il tempo che scorre per concentrarsi sull'eternità impalpabile degli istanti quotidiani. Figure femminili avvolte nel mistero attendono un incontro, uno sguardo, una parola. La solitudine che trova spazio nella prospettiva personale dell'artista è una assenza carica di attese. Proprio per questo, con l'avvenire degli incontri, i soggetti di Vettriano non rinunciano alla compostezza formale, che rivela un certo tipo di distacco, indispensabile per mantenere un'indiscussa allure, che è parte integrante della fascinazione e che rivela un'attitudine morale insita negli stessi, quasi una caratteristica distintiva. L'amore, come l'amicizia, rimane sotteso, intuito ma raramente manifestato con trasporto: le relazioni tra i soggetti di…
Nelle interviste rivolte all'artista la spiaggia di Leven, località balneare scozzese nei pressi di Fife, compare tra i suoi primi ricordi. Il luogo, in cui Vettriano visse a partire dall'età di dieci anni, non è però solamente legato alla sua infanzia: esso svolge la funzione di ambientazione per alcune delle sue opere più famose, da Billy Boys a Dance Me to the End of Love. Se nella pittura d'interni la soglia del possibile è rappresentata dalla presenza della finestra, nelle scene all'aperto il confine tra reale e immaginario sosta su una spiaggia assolata, in cui le ombre e i riflessi sfumano gli uni negli altri e le figure, intente in un dialogo fatto di gestualità e di sguardi, sembrano muoversi spinti unicamente dal sentimento. La luce, già oggetto all'inizio del XX secolo dell'attenzione dei coloristi scozzesi -Cadell, Hunter, Peploe, Fergusson-, diviene per Vettriano strumento capace di delineare la condizione umana, mettendo in risalto solitudini, complicità, quiete,…
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Ho incontrato Jack nel suo appartamento/studio di Chelsea per un servizio fotografico commissionato dal Sunday Times Home Magazine. Le foto sarebbero servite ad illustrare una storia che parlava del suo lavoro e del suo studio londinese, che si trovava nella parte vittoriana di West London. Era una giornata calda di tarda primavera con una luce perfetta per la fotografia. Lo trovai subito simpatico e gli dissi che, com’è mia abitudine, la cosa importante era fare delle foto che sarebbero piaciute ad entrambi. Dove il mio stile fotografico lo avesse ritratto in qualcosa che fosse anche per lui famigliare. Gli dissi che mi serviva una foto principale per la copertina del magazine e altre per lo spread interno . Quindi che dovevamo collaborare per trovare delle situazioni che piacessero a tutti e due. Per me fu facile entrare subito nel setting di uno dei suoi quadri, visto che l’appartamento conteneva molti mobili ed oggetti che certamente erano stati o avrebbero potuto…
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