I PUT A SPELL ON YOU

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Tutta l'arte di Vettriano celebra la bellezza femminile, la capacità di sedurre intesa secondo l'accezione originaria, se-ducere: quell'attrarre, condurre a sé, che da sempre è motore di ispirazione per la letteratura e per l'arte. La fascinazione delle donne di Vettriano le rende interpreti di un mistero senza soluzione che da secoli l'uomo tenta invano di afferrare, allontanandosi dal proprio sé, rapito da un incanto a cui risulta incapace di sottrarsi. Per l'artista, la donna è una figura da adorare, al pari di un'Afrodite contemporanea che indossi i propri abiti come vesti rituali, è parte integrante di un gioco di cui regge le fila mutando abilmente il proprio aspetto, relegando l'uomo ai ruoli si spettatore o comparsa. L'eleganza e la raffinatezza si compenetrano con la sensualità: le donne sono spesso sole, colte in un attimo di vulnerabile intimità. Sono i dettagli a suggerire la narrazione: orecchini di perla, rossetti accesi, vestiti attillati, tacchi vertiginosi lasciano spazio all'emozione di chi osserva, non visto, i loro gesti. Figure femminili dallo sguardo sognante ed esse stesse oggetto di una visione, attraversano il tempo dell'attesa rendendolo tangibile, tanto da chiedersi tra quanto tempo avverrà l'incontro desiderato, e cosa porterà con sé. L'erotismo di Vettriano non ha nulla di volgare o sconveniente: è piuttosto un sentire di matrice romantica, in cui il potere femminile della sensualità viene esaltato, celebrato. Nella visione dell''artista la donna sembra padroneggiare un sapere precluso all'uomo, vestire i panni di un'elegante femme fatale, capace di farsi oggetto del desiderio maschile mantenendo intatto l'eco del fascino elusivo di Rita Hayworth, Greta Garbo e Marlene Dietrich: vero protagonista delle opere risulta dunque il desiderio segreto, nascosto, inconfessabile, che non lascia spazio ad altri pensieri.

 


All of Vettriano's art celebrates female beauty, the capacity to seduce understood according to its original meaning, se-ducere: that attracting, leading to oneself which has always been a source of inspiration for literature and art. The fascination of Vettriano's women makes them interpreters of an unsolved mystery that for centuries man has tried to grasp... moving away from his own self, enraptured by an enchantment to which he is unable to escape. For the artist, woman is a figure to be adored, like a contemporary Aphrodite who wears her own clothes as ritual garments, is an integral part of a game in which she holds the strings, skillfully changing her appearance, relegating man to the roles of spectator or extra. Elegance and refinement interpenetrate with sensuality: women are often alone, caught in a moment of vulnerable intimacy. It is the details that suggest the narration: pearl earrings, bright red lipsticks, tight dresses, vertiginous heels leave room for the emotion of those who observe, unseen, their gestures. Female figures with dreamy eyes and themselves the object of a vision, traverse the time of waiting making it tangible, so much so that one wonders how long it will be before the desired encounter takes place, and what it will bring with it. Vettriano's eroticism has nothing vulgar or inappropriate: it is rather a feeling of romantic origin, in which the feminine power of sensuality is exalted, celebrated. In the artist's vision, woman seems to master a knowledge precluded to man, to wear the clothes of an elegant femme fatale, capable of making herself the object of male desire while maintaining intact the echo of the elusive charm of Rita Hayworth, Greta Garbo and Marlene Dietrich: the true protagonist of the works is therefore the secret, hidden, unconfessable desire, which leaves no room for other thoughts.